La vicenda Aferpi è arrivata al punto di non ritorno

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PIOMBINO 15 novem­bre 2015 — Ormai la vicen­da Afer­pi è arriva­ta al pun­to di non ritorno. L’unica cosa che non può più essere accetta­ta è aspettare fiduciosi il cor­so degli even­ti. Ora occorre pre­tendere delle sicurezze par­tendo da un’analisi il più obi­et­ti­va pos­si­bile del­la situ­azione attuale. AFERPI non è né un demone da scac­cia­re, né un’ asso­ci­azione filantrop­i­ca, ma un’ impre­sa che ha legit­ti­ma­mente acquis­ta­to quel­la che fino ad oggi è sta­ta la prin­ci­pale fonte di occu­pazione sul nos­tro ter­ri­to­rio. Come ogni azien­da, Afer­pi val­u­ta il pro­prio inves­ti­men­to in base alla capac­ità di pro­durre prof­it­to ed al tem­po di rien­tro dell’investimento stes­so. Ad oggi l’unico inves­ti­men­to fat­to risul­tano essere i 5 mil­ioni di euro cir­ca  per l’acquisto dei rami di azien­da, inves­ti­men­to dal quale si può rien­trare sem­plice­mente venden­do parte degli impianti anco­ra fun­zio­nan­ti e non più nec­es­sari al nuo­vo asset­to pro­dut­ti­vo. Logi­co pen­sare che l’azienda non abbia nes­suna fret­ta di con­cretiz­zare il piano indus­tri­ale, ma che tro­vi più con­ve­niente atten­dere gli svilup­pi, anche in ter­ra alge­ri­na, pri­ma di avviare gli inves­ti­men­ti. Dall’altra parte invece c’è un ter­ri­to­rio che di aspettare non se lo può più per­me­t­tere e che sta per essere schi­ac­cia­to dal­la crisi eco­nom­i­ca e sociale. Tro­vi­amo gius­to in ques­ta fase non dis­pen­sare certezze , ma por­ci delle domande e cer­care una soluzione. Le prime domande alle quali vor­rem­mo dare una rispos­ta sono queste: Sarà in gra­do Afer­pi di real­iz­zare gli impeg­ni pre­si al MISE nei tem­pi pre­visti? Il set­tore siderur­gi­co, che è la pri­ma fonte occu­pazionale, è pri­or­i­tario rispet­to a logis­ti­ca ed agroal­i­menta­re? Qualo­ra Afer­pi non fos­se in gra­do di portare a ter­mine gli impeg­ni pre­si, la nos­tra cit­tà sarà in gra­do di costru­ir­si svilup­pi alter­na­tivi? Ad ora l’unica leva con­trat­tuale rimas­ta nelle mani del­la polit­i­ca sono le con­ces­sioni por­tu­ali che Afer­piI (che per ora res­ta l’unico inter­locu­tore) chiede per 50 anni. A nos­tro parere con­cedere gli spazi per un peri­o­do così lun­go sen­za garanzie con­crete rap­p­re­sen­ta un vero e pro­prio sui­cidio ammin­is­tra­ti­vo. Chiedi­amo dunque di lim­itare la con­ces­sione iniziale ad un peri­o­do non supe­ri­ore a 5 anni, al ter­mine dei quali ver­rà fat­ta una val­u­tazione ser­e­na del­lo sta­to di attuazione del piano indus­tri­ale, delle prospet­tive occu­pazion­ali e del rispet­to dei para­metri ambi­en­tali per even­tu­ali nuove attiv­ità, come la pro­duzione di biodiesel. Chiedi­amo per tut­ti i dipen­den­ti Afer­pi e Luc­chi­ni l’immediata liq­uidazione del TFR e di tut­ti i cred­i­ti inser­i­ti nel­lo sta­to pas­si­vo Luc­chi­ni. Chiedi­amo al gov­er­no di con­sid­er­are come pri­or­i­tario il reper­i­men­to dei fon­di per il pro­l­unga­men­to del­la 398 fino a Pog­gio Bat­te­ria. Alla luce di quan­to pre­mes­so il Movi­men­to 5 Stelle Piom­bi­no aderirà alla man­i­fes­tazione del 16/11/2015 in con­comi­tan­za con il Con­siglio di fab­bri­ca per portare all’attenzione di tutte le isti­tuzioni e dei cit­ta­di­ni pre­sen­ti le pro­prie istanze. Invi­ti­amo la cit­tad­i­nan­za a parte­ci­pare.

MOVIMENTO 5 STELLE PIOMBINO

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